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post pubblicato in jimmypec, il 23 maggio 2010





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Fuori la foto!!
post pubblicato in jimmypec, il 16 maggio 2010


 

Forse ci salverà una foto. 

La questione della foto è uscita fuori durante l'ultima puntata di Annozero, nel mentre della discussione con Massimo Ciancimino. 
Un'altro fatto interessante è la dichiarazione di Antonio Di Pietro al Tg3 di alcuni giorni fa, in cui parla di cose sconcertanti: "caduta del governo per cause giudiziarie".
Il link tra le due questioni è il signor "Franco".
 
Il signor "Franco" (secondo ciò che dice Massimo Ciancimino) è colui che parlava per conto dei servizi segreti, col padre Vito (referente di Cosa Nostra). Durante l'ultima puntata di Annozero, Ciancimino jr ha affermato che esiste una foto che ritrae il suddetto signor "Franco" insieme ad alcuni politici. Afferma addirittura che i politici in questione "sono in servizio oggi, con un ruolo importante oggi".La foto è stata pubblicata in una "rivista", riferisce Ciancimino jr. 
 
Antonio Di Pietro in una dichiarazione di alcuni giorni fa al Tg3 afferma: "può capitare da un momento all'altro che si debba andare a votare per motivi giudiziari, io credo che questo governo è grandemente compromesso".
 
Ora, Di Pietro è sempre aspro nei toni, fa spesso uso di iperbole, è molto agitato quando parla. Ma questa volta era molto serio e pacato, sicuro di se ed è riuscito ad esprimere il suo pensiero quasi senza balbettare. Inoltre non mi sembra uno sconsiderato: se parla di cose così gravi è perchè pensa che siano almeno verosimili. 
 
Il nodo è che questa foto proverebbe che alcuni "politici molto rilevanti e tutt'ora in carica", sono in stretti rapporti col signor "Franco" che dialogava con la Mafia per conto dei servizi segreti. Se anche il signor "Franco" era meritevole di essere fotografato e pubblicato in una rivista, significa che lo conosciamo già. Ma soprattutto vuol dire che i politici in questione molto probabilmente sono ed erano al corrente della "tattativa" tra Stato e Mafia.
 
Di Pietro ci fa pensare che i politici in questione potrebbero essere degli uomini di governo, si potrebbe maliziosamente pensare che si tratti addirittura del Presidente del Consiglio. Altrimenti non avrebbe senso parlare di caduta del governo, con voto anticipato annesso, per cause giudiziarie.
 
Ciancimino Massimo completa il quadro affermando che il padre considerava Berlusconi "una vittima della Mafia" perchè "aveva le palle nelle mani di qualcun'altro, e questo qualcuno era Dell'Utri". Inoltre ha dichiarato di aver ritrovato un cellulare in cui sono scritti molti numeri scottanti, tra i quali anche quello del signor "Franco". 
 
Una cosa è certa: finalmente conosceremo il vero nome del signor "Franco". 
Non se ne può più di chiamarlo così!
 

 

 


continua
Apparizioni
post pubblicato in jimmypec, il 9 maggio 2010




L'ossimoro di Dio
post pubblicato in jimmypec, il 2 maggio 2010




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permalink | inviato da jimmypec il 2/5/2010 alle 22:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Aspettando il fondo
post pubblicato in jimmypec, il 26 aprile 2010




Vi confesso che sono stanco, veramente tanto stanco. Non ho più nemmeno voglia di scrivere post.

L'altro giorno Fini ha timidamente tentato di dare una svolta alla situazione ma poi s'è tirato subito indietro. Perchè parlo di Fini? Bè, di sicuro non posso parlare di quell'altro lì, come si chiama.. Bersani. Il cosiddetto segretario del Pd, a sentirlo parlare sembra un vecchio del "Bar Sport". Penoso!

Siamo ridotti veramente male. La nostra unica possibilità era che Fini sgambettasse B. Ma ora che si è rimesso a cuccia possiamo veramente dire che è finita. Sì, ha parlato di legalità e di non svaccare la giustizia più di com'è adesso, ma è entrato nel terreno più caro a B, non avrà vita facile. E' come dire ad un centometrista di non vincere la gara: impossibile, si è iscritto apposta per quello.

Una previsione? A mio avviso possiamo stare tranquilli sulla minaccia delle centrali nucleari: è il nuovo "ponte sullo stretto". Berlusconi parla di iniziare a costruire centrali entro tre anni, che guardacaso è proprio il tempo che ci separa dalle prossime elezioni. Quando arriveremo a ridosso della scadenza ci sarà sicuramente qualche intoppo, si sprecheranno soldi, ma le centrali non le vedremo mai.

E le altre riforme che sbandierano? Contrariamente alle mie aspettative passate, penso che proveranno a fare la riforma istituzionale(per giustificare l'impunità assoluta e permanente a B), a meno che il solito faccia da culo di sinistra non offra una soluzione meno drastica ma che allungherebbe l'agonia italiana ancora di tanto.

Sono arrivato ad una conclusione: non bisogna fare come il Pd(naturalmente), che cerca di abbozzare e di indolcire tutte le menate che propone Berlusconi. Sono convinto che l'unico in grado di battere B è Berlusconi stesso. Quindi che gli si lasci fare tutto quello che vuole senza ostacolare minimamente la caduta verso il baratro dell'Italia. 

Ogni scandalo sembra quello finale, definitivo, l'ammazzaberlusconi. Invece ogni volta che ci sembra di aver toccato il fondo... ci sbagliamo e vediamo che si può arrivare sempre più giù.
Perchè dico questo? Sapete com'è, se non si tocca il fondo non si può avere la spinta per ritornare su. Prepariamo le gambe!
Convergenze pericolose
post pubblicato in jimmypec, il 7 aprile 2010




Si dice che sia solo la punta dell'iceberg quello che è emerso fin'ora, riguardo gli scandali degli abusi sessuali dei preti, nei confronti di minorenni. Sembrerebbe addirittura che i vari preti pedofili hanno una "rete" di amici preti con le stesse inclinazioni in cui si passano informazioni sui bambini. Questa rete è stata prima ipotizzata, ed ora si sta scoprendo tramite delle intercettazioni telefoniche.

Vista l' esperienza di grande esperto insabbiatore, il Vaticano potrebbe comportarsi come sempre: cercare di ridurre al massimo il rumore creato da questi scandali, ovattando e insabbiando tutto. Tutto ciò metterebbe il Vaticano nella stessa posizione di Berlusconi riguardo la volontà di approvare la legge che mette il cappio alle intercettazioni telefoniche e il bavaglio ai giornali. 

Questa convergenza di interessi potrebbe infliggere l'ennesimo colpo alla nostra debilitata società, e sfociare nell'approvazione della suddetta legge.
Già in un'altra occasione si era visto chiaramente che sulle questioni prettamente sessuali dei singoli, c'è grande feeling tra Berlusconi e la Chiesa. 

Qualcuno, durante gli scandali sessuali che riguardavano Berlusconi, pensava che la chiesa si sarebbe indignata.. si, il povero Boffo ha pagato il prezzo di una finta guerra tra la chiesa e il signor B, quando invece nessuna voce ufficiale del Vaticano si è fatta sentire su questi scandali. Della serie: "noi non ti critichiamo apertamente, perchè siamo peggio di te. Facciamo sporcare le mani a qualcun'altro e poi lo sacrifichiamo. Così, per far finta di essere indignati."

Ultimamente poi, il rapporto tra la Chiesa e B si è ulteriormente fortificato durante la campagna elettorale per le regionali, quando la Chiesa prese apertamente(e non) posizione contro Emma Bonino, facendo rinsavire la ormai sotterrata speranza di vittoria di Renata Polverini. 
Ecco, sembra che i due siano più affiatati che mai, speriamo non ne combinino un'altra.


Buona Pasqua Pasquà
post pubblicato in jimmypec, il 4 aprile 2010




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permalink | inviato da jimmypec il 4/4/2010 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Facciamo gli Europei!
post pubblicato in jimmypec, il 29 marzo 2010




Nell'anno accademico 1987-88 inizia il programma ERASMUS. Il giornale "La Repubblica" chiede alla prof. Sofia Corradi(docente di "Educazione degli adulti" alla "Sapienza" di Roma) di spiegare ciò che stava accadendo. Sofia Corradi è una degli "ideatori" e "ispiratori" dell'attuale programma Erasmus, sicuramente una dei personaggi più attivi nel lungo processo di realizzazione dell'interscambio di studenti tra le università europee.

Vi propongo quest'articolo perchè penso che sia fondamentale leggerlo, per chi sta vivendo quest'esperienza, per chi è appena tornato, ma soprattutto per chi ancora non è partito!
Prendendo spunto dall'articolo e citando D'Azeglio possiamo dire: abbiamo fatto l'Europa, ora dobbiamo fare gli Europei.


Da "La Repubblica", 30 gennaio 1988

IN NOME DI ERASMO NASCE ANCHE IN ITALIA LA LAUREA «EUROPEA»

di Sofia Corradi

Nel1492 gli europei scoprirono l’America e nel 1992 «scopriranno» l’Europa. Infatti allora diverrà realtà l’unità del Mercato interno europeo, in cui non solo i beni ma anche le persone, le idee e le professioni circoleranno liberamente fra i dodici paesi comunitari.

In tale contesto deve essere vista l’approvazione (avvenuta il 14 maggio 1987) del programma Erasmus mirante alla circolazione degli studenti fra i vari Paesi. Il piano s’incentra principalmente su programmi inter-universitari per lo scambio di studenti, che compiranno un periodo di studio presso un ateneo estero, con pieno riconoscimento presso l’Università di origine ai fini del conseguimento del titolo finale (laurea o altro).

Il programma Erasmus si colloca nella linea politica dell’«Europa dei cittadini» che mira a porre in primo piano i vantaggi che dall’appartenenza alla Comunità derivano ai singoli nella loro vita quotidiana.

Erasmus è finanziato con una cifra che è dell’ordine di 120 miliardi di lire. Ma la sua dimensione risulta veramente enorme se si considera che con esso si mobilita (valorizzando l’autonomia universitaria) la possente macchina di tutti i sistemi universitari.

Qualche cifra: gli studenti universitari sono circa 6 milioni e gli atenei europei 3600. Nel decennio '76-86 la mobilità studentesca è stata assai scarsa: un misero uno per cento. Erasmus si propone di decuplicare tale cifra facendo spostare ogni anno circa 50 mila studenti.

Nella fase ideativa del piano, l’Italia ha avuto molti meriti (che ci vengono universalmente riconosciuti). Ma nella fase operativa si sono incontrate, nell’ambito italiano, difficoltà di vario ordine. Conseguenza: abbiamo fruito di una quota assai scarsa dei contributi.

Diversamente da quanto comunemente si crede, i principali vantaggi per il singolo non sono né il miglioramento nella conoscenza delle lingue estere né il perfezionamento della preparazione professionale in senso stretto. Secondo quanto è emerso da una ricerca da me condotta, i vantaggi per il singolo studente si collocano (per esprimerci in termini aristotelici) più nella sfera della «sapienza» personale che in quella della «scienza» professionale. I vantaggi attengono, cioè, alla maturazione della personalità, allo sviluppo intellettuale, all’acquisizione di quello stile di vita che oggi si identifica con l’ educazione permanente in senso lato. Infatti lo studio all’estero è l'occasione per compiere in prima persona un’esperienza di vita in una cultura diversa dalla propria.

Nel confronto con una cultura diversa il singolo ha un’occasione in più per rivedere quei valori (non necessariamente tutti positivi) che dall’infanzia è abituato a considerare come coordinate ovvie e universali e per collocarli in una dimensione di relatività. Nel contempo il giovane percepisce anche quanto di positivamente diverso vi sia nella propria cultura. Se colleghiamo i variconcetti accennati, risulta evidente come il diritto allo studio transculturale, l’educazione permanente in senso lato e la democrazia reale, portano ad una cultura della pace ».

Come Onda Anomala
post pubblicato in jimmypec, il 25 marzo 2010




Stasera in diretta su molte reti locali, su alcuni canali sky, su alcune emittenti radiofoniche e su alcuni siti, andrà in onda Raiperunanotte. Un evento. Va in onda un programma in maniera quasi clandestina, finanziato da una colletta, come se fosse una street-tv. Una sacca di resistenza dell'informazione libera, esclusa autolesionisticamente dal servizio pubblico televisivo italiano, sta dimostrando, insieme ad un gran numero di cittadini italiani, che la censura(perchè di questo si tratta) nel 2010 non funziona più.

Se otto anni fà, dopo l'editto bulgaro i giornalisti ostracizzati non poterono più lavorare in televisione, oggi hanno un'alternativa: la rete. Quello che succederà stasera sarà una "prova generale", come l'ha definita Michele Santoro, per testare questa strada alternativa che permetterebbe di bucare il video per fuoriuscire dalla televisione e diventarne indipendenti. Insomma se dopo le elezioni a questi programmi sospesi, in particolare ad annozero, non sarà permesso di tornare in onda, sappiamo che potremo continuare a seguirlo in questa nuova modalità.

Fino a ieri un giornalista cacciato dalla Rai non aveva da trovare asilo in nessun'altra rete televisiva, a causa dell'ingombrante conflitto d'interessi di Silvio Berlusconi. Ora il monopolio informativo della televisione(e di conseguenza di Berlusconi) sta per essere abbattutto.
Ci sono degli esempi eccellenti della fine di quest'era, uno di questi è Enrico Mentana, che dopo essere stato escluso da Mediaset per aver invitato Antonio Di Pietro a "Matrix", è stato incaricato di organizzare un programma d'approfondimento on-line dal Corriere della sera. Già attivo, e con lo slogan: "Vietati in tv, liberi sul web". Un'altro è il "Passaparola" di Marco Travaglio in onda ogni lunedi alle 14:00 sul Blog di Beppe Grillo. Un'altro ancora è "Telebavaglio", una trasmissione d'approfondimento giornalistico lanciata dal "Fatto Quotidiano", proprio durante questo periodo di buio informativo a causa della campagna elettorale. Ma il primo a testare questa nuova via è stato Beppe Grillo, mandando in onda in streaming i due "V day", che furono seguiti da migliaia di persone.

Questo, è un discorso che parla di libertà. A due livelli. Uno di questi riguarda i giornalisti. Se esiste un monopolio, mal mascherato da duopolio che impera nel sistema televisivo, il giornalista non ha possibilità di scelta: o si piega ai piaceri di chi comanda o se ne sta muto. L'altro riguarda i cittadini. Se il sistema televisivo non garantisce una pluralità di voci, il cittadino non è libero di scegliere di sentire quella che più lo aggrada. 
Attenzione. Non intendo arrivare a dire che l'informazione nella televisione pubblica debba essere il cane da guardia del potere, sarebbe già troppo british; mi accontenterei che in Rai accanto ai programmi che elogiano il potente di turo, se ne possano avere altri che invece glie le cantano, una pretesa molto più italiana.

Il web ci potrebbe garantire un'appoggio momentaneo, aspettando una riforma seria del sistema televisivo italiano. Le soluzioni sono tante e ben conosciute da tutti. Naturalmente per prima cosa si dovrebbe abbandonare completamente il digitale terrestre. Si potrebbe continuare riducendo i canali pubblici ad uno solo, senza pubblicità, pagato solo dal canone, e indipendente rispetto ai partiti. Si potrebbe dire che una persona non può possedere più di una emittente privata, o che non possa possederne più del 50% o del 30%. In questo modo si potrebbero avere almeno nove canali nazionali dei quali uno è di proprietà pubblica, e gli altri otto, di almeno otto privati diversi.

Non è una cosa da poco conto. Se riusciamo a rimettere a posto il sistema informativo, potremo avere una consapevolezza maggiore da parte dei cittadini data da un maggior controllo dell'informazione sulla politica, ma anche sull'informazione stessa. Se l'informazione è attenta e libera, la politica non può permettersi di essere sporca ed egoista. In questo modo potremo avere una politica che si autorinnova senza aspettare la morte fisica dei politici o le loro condanne.
In estrema sintesi: solo con un'informazione migliore potremo avere una politica migliore.



Vedi anche:






L'incumbent, lo sfidante e l'outsider
post pubblicato in jimmypec, il 13 marzo 2010





Non so se avete visto la tribuna elettorale del tg3 marchigiano, con i tre candidati presidenti alla regione Marche. A me è sembrata molto chiara, ben riuscita. Oltretutto è la prima tribuna politica che vedo dopo la chiusura dei programmi d'approfondimento della Rai, la settimana scorsa.

Ho notato uno Spacca che si muoveva come un cane bastonato, sembrava dire:"Perchè sono qui? Io non ci volevo venire!". Un Rossi energico e dinamico, pronto, aggiornato e serio in tutti i temi trattati. Ed infine un Marinelli che rasenta l'imbarazzo con il suo modo di parlare poco più che contadinesco( o meglio ancora: peschereccio).

Questa sfida ha una particolarità dal punto di vista politologico, oltre che da quello "sperimentativo" nelle alleanze, che servirà da termometro nazionale. 
I contendenti sono: il governatore uscente di centro-sinistra Gian Mario Spacca (incumbent), lo sfidante di destra Erminio Marinelli ed infine l'outsider di sinistra Massimo Rossi. 

La particolarità politologica di questa sfida sta in alcune anomalie dei candidati.
In genere l'incumbent ha dalla sua il fatto di aver governato e può portare a sostegno della propria ri-elezione i traguardi raggiunti durante il mandato. Ma in questo caso i buoni traguardi raggiunti, soprattutto in materia sociale(molto "calda" ed importante di questi tempi), vengono rivendicati dall'outsider, proprio per le proposte fatte dai partiti di sinistra che hanno governato con Spacca fino a ieri( che adesso sono stati scaricati per far posto all'Udc).
In un certo senso il cambio di alleanze, fa pagare a Spacca il prezzo di non poter rivendicare tutti i successi ottenuti durante il suo mandato. E cede spazio e raggio d'azione all'outsider, che di solito non ne ha, per sua stessa natura.

Lo sfidante Marinelli da questa anomalia non guadagna troppi punti, naturalmente mette in evidenza le pecche della passata giunta, ma in generale il governo passato della regione è stato abbastanza decente, e non troppo criticabile. Anzi gioca "insieme" a Rossi nelle critiche a Spacca.

Da questa prima tribuna elettorale sono usciti fuori dal mio punto di vista, un Marinelli politico di rango comunale, tutt'al più da consiglio provinciale. Basso livello di contenuti, ragionamenti rozzi ma concreti(alla Di Pietro), e scarsissima proprietà linguistica.

Un Gian Mario Spacca, trovatosi ad essere puntualmente smentito o criticato (delle volte anche aspramente), dagli altri due. Sembrava uno che sa di aver fatto una cavolata e non osa troppo per non farselo rinfacciare dagli altri. Smbrava il difensore consapevole di una causa indegna. Ogni tanto si sarebbe potuto scambiare per il presidente di confindustria.

Rossi mi è sembrato l'unico che si potesse permettere di parlare liberamente, di dire come la pensa su ogni tematica senza dover rendere conto a nessuno. Il motivo di questa libertà di parola è da cercare nell'ambito di chi appoggia la candidatura di Rossi: la gente comune. Non qualche potentato economico, o da qualche "famiglia"(come le chiama lui) economicamente ingombrante.

Il modo di fare politica di Spacca e di Marinelli appartiene al passato. Al mondo degli accordi elettorali più estremi pur di garantirsi la vittoria, delle scalate nelle carriere politiche fatte senza avere troppe qualità, della non coerenza tra idee sbandierate e azioni compiute.
Il modo di fare politica di Rossi è del futuro, egli parla di democrazia partecipata, di investire sulla scuola pubblica anzichè su quella privata, di energie rinnovabili, di dirottare le spese inutili agli aiuti alle persone più in difficoltà.

In estrema sintesi: Spacca è il passato, Rossi è il futuro!



Vedi anche:








Povera Italia mia
post pubblicato in jimmypec, il 11 marzo 2010





Linkiamo. Se abbiamo un cervello degno di questo nome, dobbiamo essere bravi a linkare. 
Cominciamo questo esperimento linkando un brano dei 99 Posse, con un'editoriale di Internazionale di Giovanni De Mauro. 

Povera vita mia - 99 Posse

Alle volte mi ritrovo con la testa tra le mani 
e penso di essere diventato pazzo 
mi dico cazzo! non è reale qua mi devo calmare 
eh già, devo stare calmo, riprendere il controllo, 
lucidità, perché fa caldo qua, 
senti che caldo che fa, si muore, ma si fa per dire 
non è che fa caldo e uno muore 
a meno che non sia anziano e c’abbia problemi col cuore 
o di pressione, ma non è che fa caldo e uno muore 
il caldo è una cosa naturale, come andare a lavorare 
C’è l’affitto da pagare? Vai a lavorare, 
lì ti possono sfruttare, umiliare, sottopagare, 
cassaintegrare, ma non è che ti possono ammazzare, 
non è così, perdio, non è così che deve andare, 
cazzo, morire, cazzo morire per poco più di un milione 
non può capitare, ma non si sa come 
succede ogni giorno a ben tre persone 
e io sarei il pazzo! mille morti l’anno è una guerra perdio 
ed io sono un pazzo fottuto che con una guerra in corso 
vado ancora in giro disarmato, un pazzo, un pazzo fottuto 

Povera vita mia chi coglie e magna 
chi se ne fa nu rap e chi na pigna 
Povera vita mia chi magna e magna 
chi se ne fa nu rap e chi na pigna 
Più ci penso e più mi è chiaro 
il fatto che non sono diventato pazzo 
è solo che là fuori c’è qualcuno 
che si è messo in testa di ammazzarci tutti 
e puoi giurarci che nemmeno lui è pazzo 
pazzo è riduttivo per un serial killer recidivo 
che poi non è neanche uno 
perché sono tanti e sono pure tanto ricchi 
e potenti e sfacciati maledetti siano loro 
e chi cazzo li ha creati, avidi assassini senza scrupoli 
che intascano un miliardo ogni due mesi 
e si permettono di parlare 
di taglio alle spese e ai contributi 
i bastardi fottuti, figurati se c’hanno orecchie per sentire 
chi gli parla di riduzione dell’orario di lavoro 
per loro se dopo otto ore di lavoro 
sei stanco, fai una cazzata e muori 
è un peccato e manco per la tua vita 
quanto per la pensione che hanno cacciato 
e comunque hanno risparmiato 
rispetto all’assunzione di nuove persone a pieno salario 
è questo lo straordinario obbligatorio 
chi vola alle Bahamas e chi va all’obitorio 
e dovremmo pure dirgli grazie 
perché “offrono” lavoro 

Povera vita mia chi coglie e magna 
chi se ne fa nu rap e chi na pigna 
Povera vita mia chi magna e magna 
chi se ne fa nu rap e chi na pigna 

Alle volte mi ritrovo con la testa fra le mani 
e penso, penso e rifletto: in Italia c’è un conflitto 
una guerra che fa più di mille morti all’anno 
tra lavoro e mala sanità, e dimmi tu 
se questa qua non è pulizia etnica 
cos’è come si chiama? 
Quando uno che c’ha i soldi può avere tutto 
e uno che ne ha di meno non ha diritto 
nemmeno a un letto in un ospedale quando sta male 
e se vuol farsi curare deve pagare 
solo che coi soldi che gli danno quelli del lavoro interinale 
c’è l’affitto da pagare, il bambino da mantenere 
e cosa cazzo vuoi pagare un dottore 
quando non sai nemmeno se tra due mesi 
c’ avrai ancora un fottuto lavoro 
perché il lavoro interinale non è altro che 
una prestazione occasionale di lavoro manuale 
non qualificato, esattamente il caso in cui 
il rischio d’incidente sul lavoro è quintuplicato 
e tutto questo non è capitato 
ma è stato pensato, progettato e realizzato 
dal padronato in combutta con l’apparato decisionale dello stato 
per il quale la vita di un proletario non vale non dico niente 
ma sicuramente non vale il costo di un’assunzione regolare 
con tanto di corso di formazione professionale; 
è evidente il disegno criminale o no? 
o sono io che sono pazzo? 

Povera vita mia chi coglie e magna 
chi se ne fa nu rap e chi na pigna 
Povera vita mia chi magna e magna 
chi se ne fa nu rap e chi na pigna 


Sostanza
Tecnicamente si può già parlare di dittatura. Forse non ce ne siamo ancora accorti perché siamo abituati ai colonnelli greci o alla giunta militare cilena. Ma quello che conta è la sostanza, non la forma. Oggi è inutile mandare i carri armati per prendere il controllo delle principali reti televisive, basta cambiare i direttori. Non serve far bombardare la sede del parlamento, è sufficiente impedire agli elettori di scegliere i parlamentari. Non c’è bisogno di annunciare la sospensione di giudici e tribunali, basta ignorarli. Non vale la pena di nazionalizzare le più importanti aziende del paese, basta una telefonata ai manager che siedono nei consigli d’amministrazione. E l’opposizione? E i sindacati? Davvero c’è chi pensa che questa opposizione e questi sindacati possano impensierire qualcuno? Gli unici davvero pericolosi sono i mafiosi e i criminali, ma con quelli ci si siede intorno a un tavolo e si trova un accordo. Poi si può lasciare in circolazione qualche giornale, autorizzare ogni tanto una manifestazione. Così nessuno si spaventa. E anche la forma è salva. -Giovanni De Mauro




Cosa deve succedere perchè si parli di dittatura? Serve più incarcerare gli oppositori politici? Serve più incendiare il parlamento? Serve più militarizzare il servizio televisivo pubblico? Serve più un tribunale "speciale"? O basta semplicemente avere il potere di nominare il parlamento, di nominare i vertici della televisione pubblica, di comprarsi l'opposizione, di precarizzare il lavoro a tal punto da non dare un'aspettativa di vita decorosa ai giovani?

Cosa serve nel 2010 per parlare di dittatura? Domanda da farsi ad un politologo naturalmente. Io la pongo a tutti, proviamo a linkare alcuni fatti che sono successi, che stanno succedendo, per capire ognuno secondo il proprio modo di ragionare, se siamo in una dittatura moderna o se invece ci stiamo solo "fasciando" la testa prima di rompercela.

Secondo me il problema parte da lontano. Dalla mancata applicazione della costituzione, dal progressivo espandersi del raggio di potere e d'azione dei partiti della prima repubblica, i quali dopo la loro fine (Mani pulite), hanno lasciato un vuoto enorme che i loro eredi non hanno saputo colmare coscienziosamente. Se al nostro valzer di link aggiungiamo che nel frattempo che si disfaceva la prima repubblica il buon cavaliere si preparava inconsapevolmente alla successione, applicando (questa volta sì) il piano di rinascita democratica della loggia massonica segreta propaganda 2(con tutto quello che comporta), allora ecco che il cerchio si chiude. 

Un pò estremo come ragionamento? Non so.. Fatto sta che ho letto il piano di rinascita democratica, ho letto la costituzione, ho notato che il primo è quasi tutto attuato e la seconda è quasi tutta inattuata. Ho posizionato i protagonisti della scena politica in questo contesto ed è venuto fuori questo bel quadretto. Se la costituzione, che è la garanzia per la nostra democrazia non è attuata, ma è attuato il piano di una loggia massonica segreta deviata, allora penso che ci si debba preoccupare seriamente.
Chi ha altri link da aggiungere, aggiunga!

P.s. Ora ripercorrete tutto il mio ragionamento dopo aver letto il primo articolo della costituzione italiana, che recita così:
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Care donne, con affetto
post pubblicato in jimmypec, il 7 marzo 2010




Care donne,
Ormai è arrivato l'8 marzo anche quest'anno, e come ogni volta si consumeranno le peggio nefandezze. Cene con annessa sbornia, discoteca, spogliarello, e danze fino al mattino presto. Son d'accordo sul fatto di festeggiare, ognuno a modo suo. Ma durante, prima o dopo questi festeggiamenti, si pensa mai al perchè di questa festa? Non so. Spero di si.

Il primo maggio per esempio di solito si va a Roma, in piazza san Giovanni in Laterano ad ubriacarsi tutt'insieme, a sentirsi un pò di(qualche volta buona, qualche altra no) musica dal vivo, e a fare il punto della situazione. Ogni anno ci si occupa di un'aspetto del lavoro, si chiamano esperti o gente dello spettacolo impegnata per dare il loro contributo informativo o personale, sui temi del lavoro. Alla parte, giustamente ludica, è affiancata l'altrettanto giusta parte seria. 

Esiste? Si può fare una cosa del genere anche per questa festa? Ad esempio: si potrebbe organizzare una festa dello stesso valore di quella di piazza san Giovanni? 

Secondo me sarebbe importante farlo. Giusto per ricordare al maggior numero possibile di donne(e di uomini) il significato storico di questa festa. Il suo valore simbolico, e non. Chi ha fatto sì che in Italia si celebrasse "la giornata internazionale della donna". O più semplicemente il perchè si regala la mimosa. 
Ma soprattutto sarebbe importante per aggiornare lo stato in cui si trova ora la donna nella nostra società, il suo ruolo, il suo trattamento, le sue conquiste e le sue difficoltà.

Cosa voglio dirvi? Fate tutte le pazzie che volete l'8 marzo, ma ricordatevi il motivo per cui si festeggia, e fate(e facciamo) in modo che alla stessa ricorrenza, il prossimo anno la situazione sia migliorata, che non scada più nel mero strumento economico e di marketing quale è adesso.

Con affetto



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