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Immagini Casuali #0
post pubblicato in Manga, il 14 gennaio 2010


Puntatazero. Puntata, quindi, d'introduzione. Prometto d’essere noioso solo inquest’occasione o, meglio, che lo sarò di proposito solo per oggi.

Se stateleggendo questa rubrica molto probabilmente sapete già, più o meno, cosa sianoi manga; un ripassino veloce, tuttavia, non guasta mai, specie all’inizio diquella che spero diventi una lunga serie d’interventi su questo spazio che mi èstato gentilmente offerto dall’ospite di questo blog, che credo di conosceredalla nascita. Ma non usciamo dal seminato.

Manga,dicevamo. Chiaramente fumetti giapponesi, perlomeno per chi non vivenell’arcipelago del Sol Levante. Lì, infatti, col termine “manga” (??, letteralmente “immaginicasuali”, da cui il titolo della rubrica) si intende qualunque tipo di fumetto,specificato poi da un aggettivo che ne indichi nazionalità, genere eccetera.

Ultimamentesi sono fatti strada in Italia anche i manhwa, i fumetti coreani. Seppur similiai manga per occhi inesperti, però, presentano differenze dai “cugini”, primafra tutte il senso di lettura, identico a quello occidentali. Do per scontatoche sappiate tutti che i manga si leggono da destra verso sinistra, però mivorrei soffermare sul fatto che, all’inizio, i manga in Italia venivanopubblicati “rovesciati”, con ovvie conseguenze: tutti diventavano mancini e isensi venivano ribaltati. Già da qualche anno questa pessima abitudine è stataabbandonata (tranne che per le serie ancora in corso, come Berserk, o come imanga della Disney, nati già col nostro senso di lettura), ma si porta ancoradietro degli strascichi, come ad esempio in MaximumBerserk, stampata con lettura all’orientale a differenza delle sue dueprecedenti incarnazioni, ma che di quelle ha ereditato traduzione eadattamento. Così Gatsu, parlando del suo braccio mancante (il sinistro,nell’originale) lo chiama “destro” come se fosse ancora rovesciato (!), non c’èche dire. Ranma ½ della Star Comics invece ha fatto il contrario: hannocapovolto le tavole ma lasciato la traduzione originale, così Akane dice che ilbraccio che userà per vincere uno scontro sarà il sinistro anche se alza quelloche vediamo essere il destro…

Senzaaddentrarmi in nozioni e aneddoti che potete trovare tranquillamente suWikipedia, faccio solo un altro paio di considerazioni conclusive prima disalutare. Innanzitutto il prezzo assurdo che hanno raggiunto i manga: primadell’euro un qualsiasi manga “classico” della Star Comics (fedele all’originalein quanto a numero di pagine, sebbene con copertina di cartone quando invece inGiappone hanno tutti la sovraccoperta senza variazione di prezzo) costavacinquemila lire, mentre quelli “sottiletta” della Planet Manga (della Panini egrandi la metà dei volumi normali) tremilacinquecento. Poi l’ascesa. Nonostantenascessero sempre più case editrici dedicate ai manga (sintomo evidente dellapresa sui lettori italiani dei fumetti nipponici), anziché diminuire omantenere bassi i prezzi come ogni legge sulla concorrenza vorrebbe, questi sisono gonfiati, tant’è che oggi il meno che si può spendere sono tre euro enovanta (due se si comprano le famose “sottilette” PlaMa).

Ci tengo adire poi che la Planet, oltre ad avere costi allucinanti, vende in genereprodotti di bassa qualità, sia per l’infima carta utilizzata che per lapresentazione del prodotto: editing indecente che ricorre sistematicamente alle“pecette” o a ricostruzioni approssimative per i titoli più economici (se dieconomici si può parlare), totale assenza di ricostruzioni per le onomatopeeeccetera eccetera. I prodotti di qualità (o meglio curati decentemente),ovviamente, la Panini li fa pagare cari, cosicché Kurosagi costa sette (dicosette) euro solo perché provvisto di sovraccoperta a colori (in calceall’articolo alcune considerazioni di un moderatore del forum della Planet).

A propositodi sovraccoperte, ha fatto scalpore un anno o due fa l’ennesima porcata dellaPlanet Manga: insoddisfatta delle vendite di manga di successo come Death Note, Naruto e Bleach (piùaltri già conclusi da tempo), si è inventata la serie GOLD, ovvero ristampe digrande formato a prezzo maggiorato (4,50 la versione “base”, 5,40 quella“deluxe” con sovraccoperta). Ora, oltre alla mancanza di effettivimiglioramenti rispetto alle versioni “normali” (sia a livello di materiali chedi editing) quando invece le omologhe Perfect Edition della Star Comicspresentavano bellissime pagine a colori e una carta di ottima qualità ad unprezzo addirittura più basso, si è permessa di rimettere in commercio le copierimaste invendute della versione standard come se fossero deluxe. Mi spiegomeglio. Praticamente mettevano la sovraccoperta (con prezzo di copertina di5,40 euro, ricordiamolo) a volumetti che ne costavano 4,50. Nessuno all’iniziose n’è accorto (il che la dice lunga sull’effettivo valore di quei novantacentesimi), se non quando si è notato che, oltre all’incongruenza di prezzo trasovraccoperta e copertina, quest’ultima era a colori anziché in bianco e nerocome nelle versioni deluxe in genere. La casa editrice, all’accusa di far pagaredi più solo per una misera sovraccoperta anziché per effettive migliorie, si è“difesa” rispondendo: «ci pare strano che ve ne siate accorti solo ora,»davvero. Tirate voi le somme.

Una buonanotizia viene dal fatto che la PlaMa ha perso i diritti dell’edizione deluxe diSlam Dunk (altro furto), ma non ricordo chi li avrebbe acquisiti.

Vabbe’ direiche per oggi basta, magari la prossima continuiamo la panoramica senza spararea zero su nessuno, ma certe cose devono essere sapute. Ma anche no.

Sayônara,

marco4pres

 

1) pecette. La produzione lavora in questo modo, c'è pocoda fare. Qualche volta gli editoriali riescono a spuntarla su qualche titolo,ma lo standard, spiacente, resta pecettare.
2) carta. Vero, c'è un editore che usa carta migliore e che fa prezzi molto piùbassi. In questo momento, l'ho già detto, alcuni piccoli editori ci straccianosu quel fronte, ma rimonteremo. Ci riescono per un motivo semplice: tiranomolto meno, infinitamente meno, e questo gli consente di non andarepraticamente mai in per
dita.


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permalink | inviato da jimmypec il 14/1/2010 alle 23:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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