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Il corruttore anticorruzione
post pubblicato in Passaparola, il 17 maggio 2010


 

 

Testo:
Buongiorno a tutti, la lettura dei giornali in questi giorni è molto avvincente perché ci descrive Berlusconi in pigiama che si aggira per le stanze di Palazzo Grazioli, investigando sullo scandalo della protezione civile e interrogando, addirittura, protagonisti e comprimari, pare abbia convocato, Verdini, Bertolaso, Matteoli, Scajola, persino Bondi per sapere come sono andate le cose.

Lo scandalo delle case
Perché  si sta attivando su questa inchiesta mentre invece non si era attivato su altre inchieste, anzi aveva coperto, difeso i suoi fino a coprirsi di vergogna e di ridicolo a livello mondiale, evocando complotti di questo genere in ogni circostanza in cui ognuno dei suoi uomini, per non parlare naturalmente di lui stesso, era stato indagato o imputato o condannato?


Berlusconi non si autointerroga
Tra un signore che ha un processo per appropriazione indebita e evasione fiscale e falso in bilancio per centinaia e centinaia di miliardi di lire sfuggiti al fisco e ai bilanci e prelevati dalle casse della società e messi in tasca e Scajola è molto peggio il primo signore, il primo signore è il nostro Presidente del Consiglio.

L'anticorruzione di corruttori e corrotti
E’ stato depenalizzato il falso in bilancio, l’abbiamo detto di fatto, il falso in bilancio era un altro strumento per entrare nel mondo della corruzione, perché? Perché scopro che una società i bilanci falsi ai fondi neri, perché uno fa i fondi neri? 

La proposta del Fatto contro la corruzione
Nei prossimi giorni Il fatto quotidiano pubblicherà una proposta di legge anticorruzione seria, con quella barzelletta che sta presentando il governo che è  fumo negli occhi, perché non ci vogliono grandi geni per combattere la corruzione, bastano poche cose, pochissime cose, basta ripristinare il reato di falso in bilancio con pene severe, basta fare una legge che punisca l’autoriciclaggio oggi è punito tizio che ricicla i soldi di caio, ma se tizio ricicla i soldi suoi in nero non è punito, l’autoriciclaggio non è punito, siamo l’unico paese naturalmente! 

Sono 17 anni che fanno leggi a favore degli evasori, mafiosi e corrotti, quindi ho i miei dubbi che stavolta cambieranno registro, è anche vero che questa volta, Berlusconi in primis e tutti gli altri dietro, sentono il fiato sul collo di un’opinione pubblica sempre più indignata e quindi oltre alla mia solita raccomandazione di leggere Il fatto quotidiano e di passare parola, aggiungo questa, indignatevi e restatelo perché come vedete state preoccupando e spaventando il Presidente del Consiglio e quando lui è preoccupato e batte la testa contro il muro di Palazzo Grazioli, vuole dire che c’è ancora speranza, a lunedì prossimo!


continua
Aspettando il fondo
post pubblicato in jimmypec, il 26 aprile 2010




Vi confesso che sono stanco, veramente tanto stanco. Non ho più nemmeno voglia di scrivere post.

L'altro giorno Fini ha timidamente tentato di dare una svolta alla situazione ma poi s'è tirato subito indietro. Perchè parlo di Fini? Bè, di sicuro non posso parlare di quell'altro lì, come si chiama.. Bersani. Il cosiddetto segretario del Pd, a sentirlo parlare sembra un vecchio del "Bar Sport". Penoso!

Siamo ridotti veramente male. La nostra unica possibilità era che Fini sgambettasse B. Ma ora che si è rimesso a cuccia possiamo veramente dire che è finita. Sì, ha parlato di legalità e di non svaccare la giustizia più di com'è adesso, ma è entrato nel terreno più caro a B, non avrà vita facile. E' come dire ad un centometrista di non vincere la gara: impossibile, si è iscritto apposta per quello.

Una previsione? A mio avviso possiamo stare tranquilli sulla minaccia delle centrali nucleari: è il nuovo "ponte sullo stretto". Berlusconi parla di iniziare a costruire centrali entro tre anni, che guardacaso è proprio il tempo che ci separa dalle prossime elezioni. Quando arriveremo a ridosso della scadenza ci sarà sicuramente qualche intoppo, si sprecheranno soldi, ma le centrali non le vedremo mai.

E le altre riforme che sbandierano? Contrariamente alle mie aspettative passate, penso che proveranno a fare la riforma istituzionale(per giustificare l'impunità assoluta e permanente a B), a meno che il solito faccia da culo di sinistra non offra una soluzione meno drastica ma che allungherebbe l'agonia italiana ancora di tanto.

Sono arrivato ad una conclusione: non bisogna fare come il Pd(naturalmente), che cerca di abbozzare e di indolcire tutte le menate che propone Berlusconi. Sono convinto che l'unico in grado di battere B è Berlusconi stesso. Quindi che gli si lasci fare tutto quello che vuole senza ostacolare minimamente la caduta verso il baratro dell'Italia. 

Ogni scandalo sembra quello finale, definitivo, l'ammazzaberlusconi. Invece ogni volta che ci sembra di aver toccato il fondo... ci sbagliamo e vediamo che si può arrivare sempre più giù.
Perchè dico questo? Sapete com'è, se non si tocca il fondo non si può avere la spinta per ritornare su. Prepariamo le gambe!
Convergenze pericolose
post pubblicato in jimmypec, il 7 aprile 2010




Si dice che sia solo la punta dell'iceberg quello che è emerso fin'ora, riguardo gli scandali degli abusi sessuali dei preti, nei confronti di minorenni. Sembrerebbe addirittura che i vari preti pedofili hanno una "rete" di amici preti con le stesse inclinazioni in cui si passano informazioni sui bambini. Questa rete è stata prima ipotizzata, ed ora si sta scoprendo tramite delle intercettazioni telefoniche.

Vista l' esperienza di grande esperto insabbiatore, il Vaticano potrebbe comportarsi come sempre: cercare di ridurre al massimo il rumore creato da questi scandali, ovattando e insabbiando tutto. Tutto ciò metterebbe il Vaticano nella stessa posizione di Berlusconi riguardo la volontà di approvare la legge che mette il cappio alle intercettazioni telefoniche e il bavaglio ai giornali. 

Questa convergenza di interessi potrebbe infliggere l'ennesimo colpo alla nostra debilitata società, e sfociare nell'approvazione della suddetta legge.
Già in un'altra occasione si era visto chiaramente che sulle questioni prettamente sessuali dei singoli, c'è grande feeling tra Berlusconi e la Chiesa. 

Qualcuno, durante gli scandali sessuali che riguardavano Berlusconi, pensava che la chiesa si sarebbe indignata.. si, il povero Boffo ha pagato il prezzo di una finta guerra tra la chiesa e il signor B, quando invece nessuna voce ufficiale del Vaticano si è fatta sentire su questi scandali. Della serie: "noi non ti critichiamo apertamente, perchè siamo peggio di te. Facciamo sporcare le mani a qualcun'altro e poi lo sacrifichiamo. Così, per far finta di essere indignati."

Ultimamente poi, il rapporto tra la Chiesa e B si è ulteriormente fortificato durante la campagna elettorale per le regionali, quando la Chiesa prese apertamente(e non) posizione contro Emma Bonino, facendo rinsavire la ormai sotterrata speranza di vittoria di Renata Polverini. 
Ecco, sembra che i due siano più affiatati che mai, speriamo non ne combinino un'altra.


Il trionfo del crimine
post pubblicato in Passaparola, il 5 aprile 2010


 

 

Testo:
Buongiorno a tutti,
lo so che a Pasquetta parlare di intercettazioni e giustizia è un po' pesantuccio, ma è il caso di farlo perché stanno per perpetrare l'ennesimo colpo dei soliti noti, quindi credo che nel giro di un mese potremmo ritrovarci almeno in uno dei due rami del Parlamento approvata la controriforma delle intercettazioni telefoniche e ambientali, e quindi è il caso di prepararsi, sapere di che cosa si tratta. Perché naturalmente ce la venderanno come una norma che tutela la privacy dei cittadini, che li preserva dalle fughe di notizie, dalle diffamazioni, dalle violazioni del segreto e altre cazzate di questo genere. In realtà questa è una legge che, così com'è stata concepita, è fatta apposta per impedire che si facciano le intercettazioni telefoniche e si scoprano i colpevoli di alcuni reati; soltanto che per non scoprire i colpevoli, o alcuni colpevoli, di alcuni reati il rischio quello di non scoprire più i colpevoli di quasi tutti i reati, almeno quelli più complicati che oggi si scoprono grazie alle intercettazioni.

Da Mastella ad Alfano, passando per Napolitano
In questi giorni, il ministro Alfano si è detto disponibile a modificare la legge. Si è detto disponibile a modificare la legge ma, naturalmente, è una truffa, una presa per i fondelli, nel senso che questa legge potrà essere modificata in qualche virgola, in qualche aggettivo, purché rispetti gli ordini che ha impartito il Cavalier Silvio Berlusconi e cioè che non si devono più fare intercettazioni nei confronti di persone con le quali parla lui.


Fine delle indagini
Indagini contro ignoti: oggi si fa l'intercettazione di tutte le persone che frequentano, parenti, amici, amanti, fidanzati, ex fidanzati, cose del genere, nella speranza che tra tabulati e intercettazioni si scopra qualche legame nell'ora in cui è stimato il delitto.

Cancellare le prove, non lasciare tracce
Otto: non si possono usare le intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali l'intercettazione è stata disposta, mentre oggi si. Oggi se sono indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza, cioè di reati gravi, se scopri un altro reato diverso da quello per cui sono disposte le intercettazioni, è ovvio che puoi usarlo anche nell'altro procedimento.


Zitti tutti
Dodici: c'è un combinato disposto di norme accroccate fra di loro che praticamente aboliscono la cronaca giudiziaria e il diritto di informazione attivo da parte dei giornalisti e passivo da parte dei cittadini. Oggi gli atti di indagine, sapete, sono coperti da segreto fino a quando l'imputato non ne possa avere conoscenza.

Sono tutte norme, naturalmente, che come potete bene immaginare vanno a difesa della sicurezza dei cittadini per la gioia degli elettori del centrodestra e della Lega che li hanno ancora recentemente votati in massa. Avranno quello che si meritano. Passate parola, buona settimana.


continua
Distrazione e indignazione
post pubblicato in jimmypec, il 21 febbraio 2010




Che spettacolo deprimente!
Girando qua e la in Facebook, in siti di giornali ecc ho seguito la strabiliante storia Sanremese di Pupo e del francese.  
Ho osservato le reazioni della gente nel susseguirsi degli eventi sanremesi. Ho letto commenti indignatissimi sul loro ripescaggio, e minacce di "non sentirsi più italiani" o di "sciopero della fame per ragioni culturali" nel caso in cui avessero vinto il festival. 

Sono consapevole da molti anni che il festival di Sanremo non è altro che uno squallido show televisivo condito per la maggior parte del tempo da musica pessima. La mia reazione a questo scempio è stata semplice: non l'ho più guardato.

Ora, invito i cari concittadini italiani ai quali non è piaciuto questo festival nazional-popolare, minestrone, ipocrita, populistico e culturalmente ignorante di fare lo stesso: non guardarlo più! 
Li invito invece ad indignarsi e a fare lo sciopero della fame per cose molto più importanti del pilotaggio del "festivaldellacanzoneitaliana".  Potrei suggerirne alcune, che sono le mie ragioni per cui di solito, di essere italiano me ne vergogno. Ad esempio la prima potrebbe essere il nostro presidente del consiglio il quale, ogni volta che varca i confini nazionali, fa delle figure che mettono in ridicolo in primo luogo la sua persona, ma soprattutto gli altri italiani. Quando parlo con i tedeschi o con gli inglesi mi vergogno del fatto che non possa votare direttamente la persona da mandare in parlamento. Cogli Olandesi mi vergogno del fatto che devo pagare per fare l'università, quando loro invece "vengono pagati" per studiare. A lezione mi vergogno perchè ogni volta che la prof deve fare un esempio negativo riguardante le istituzioni europee, guarda caso nomina sempre Berlusconi. Mi vergogno anche quando conosco qualche straniero che è stato in Italia e mi dice che gli è piaciuta la televisione italiana perchè è piena di belle ragazze. Nude! Ecco, mi vergogno seriamente quando parlo con gente che non è italiana, ho sempre un pò un timore di base, perchè la maggior parte di loro, dopo poco mi chiede di spiegargli come funziona la politica in Italia. Ed è li che mi vergogno veramente tanto. 

Proprio ieri parlavo con un ragazzo di Utrecht della caduta del governo Olandese. Ad un certo punto dice una frase shoccante: "Nella politica Olandese non c'è corruzione. Cioè un minimo di corruzione esiste ovunque, ma in Olanda non si nota. Se il primo ministro fosse il proprietario dell'intero sistema televisivo e di alcuni giornali io me ne accorgerei."
Se poi, nel caso italiano, ci aggiungiamo che non si sa nemmeno dove il presidente del consiglio abbia preso i soldi per iniziare il suo impero economico con la costruzione di Milano 2, allora siamo proprio messi bene.
Dov'è la connessione? 
Se un cittadino italiano diventa nell'arco di vent'anni l'uomo più ricco d'Italia, partendo dal nulla, e se poi lo stesso si propone e diventa presidente del consiglio, allora diventa un diritto dei cittadini sapere dove ha preso i soldi, e chi glie li ha dati. Se non ce lo vuole dire, e se poi durante dei processi di mafia esce fuori che il suo impero e poi addirittura il suo partito è stato finanziato anche dalla mafia, allora si che sentiamo puzza di corruzione. 

Forse la parola corruzione ha perso valore, è diventata inflazionata, non rende più l'idea della gravità che la parola esprime. La corruzione è un reato contro il "pubblico". Ai danni della pubblica amministrazione. Il pubblico è la gente "comune", la gente per bene.

Se l'uomo più ricco d'Italia(Berlusconi) paga il presidente del consiglio(Craxi) per farsi fare una legge su misura per guadagnare con le televisioni private, se poi compra un giudice per rubare una delle maggiori case editrici italiane, possiamo tranquillamente permetterci di dire che quest'uomo fa un uso spregevole e sistematico della corruzione. Il filo rosso sta nel piano di rinascita democratica della loggia p2. 
Il buon Berlusconi si è trovato nel posto giusto al momento giusto. Serviva qualcuno che facesse il lavoro sporco di accaparrarsi la televisione per controllare l'opinione pubblica, e lui l'ha fatto. Poi ci sono messi pure Di Pietro e company che hanno spazzato via i maggiori partiti nella scena politica italiana nel '92. Era come segnare un goal a porta vuota, e l'ha fatto. Peccato però che poi abbia passato tutto il tempo a cercare di non andare in galera.

Poi non stupiamoci se la corruzione è viva e rigogliosa in ogni dove. Se il più potente corrompe, perchè non dovrebbero farlo anche gli alri? Se poi abbassa le pene per i suoi reati, perchè chi commette i suoi stessi reati non dovrebbe più delinquere? Voglia a parlare di "furbetti", di lotta dura alla corruzione al prossimo cdm. 

La situazione è brutta e complicata. Solo un cambiamento radicale del sistema politico, televisivo, informativo, scolastico, economico e sanitario può salvarci. Sembra un'utopia. Come fare? Innanzitutto sostenendo chi ora fa la vera opposizione, in secondo luogo spingendo e sostenendo chi propone un nuovo modello di vita democratica.
A buon intenditor poche parole.


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permalink | inviato da jimmypec il 21/2/2010 alle 20:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Freedom House
post pubblicato in jimmypec, il 27 gennaio 2010




Il mondo si è ribaltato. Una volta, in un paese normale, quando un giornale metteva in prima pagina uno scoop, era un'evento, se beccavano un politico che evadeva le tasse, la sua carriera era finita. Oppure quando, mettiamo caso, un sindaco viene beccato a rubare soldi pubblici per andare in vacanza con la fidanzata, tutti(giornali, politici di ogni schieramento), ne chiedevano le dimissioni. 
Ora invece le cose sono cambiate: a sentir ieri sera Paolo Mieli a Ballarò, non c'èra bisogno che Delbono si dimettesse da sindaco di Bologna. Ancora, è notizia di ieri che Renata Polverini ha evaso le tasse nel comprare la seconda casa facendola passare per prima. Oggi ammette che ha evaso, ma querela lo stesso il Fatto Quotidiano che ne aveva dato notizia, perchè "Quando il limite si varca, le persone perbene devono difendere la propria onorabilità". Il limite di cui parlava è il limite che bisogna rispettare nel fare "polemica politica". 
E' bene che la Polverini ricordi che evadere le tasse non è polemica politica, è andare contro la legge, e chi si propone governatore di una regione, non può permettersi di declassare a polemica politica un'evasione fiscale. Soprattutto in una regione come il Lazio che è piena di problemi abitazionali e legati all'edilizia.

E il limite che non devono oltrepassare i potenti nei confronti dei giornalisti? Dove lo mettiamo? 
Purtroppo in Italia i giornalisti o sono asserviti al potere, o non lavorano. Gli unici che si sono sempre ribellati si sono dovuti creare un giornale per conto loro, a spese proprie, non dei contribuenti, rischiando i propri risparmi. 

Per vedere com'è decaduta la considerazione dell'opinione pubblica nei confronti dei giornalisti(quelli veri si intende), basta vedere un'intervista di qualche anno fa che Berlusconi ha rilasciato ad Enzo Biagi. Si vede il rispetto, se vogliamo il timore, del personaggio nei confronti del grande giornalista. Nella prima repubblica quando un politico o un'altro personaggio pubblico importante, rilasciava un'inervista(di quelle lunghe e complesse) ad un giornale o ad un giornalista era quasi un'evento. I politici avevano paura delle domande fatte da un giornalista con le palle!
Pochi anni dopo abbiamo visto com'era cambiato il rapporto con Biagi, trattandolo in maniera sufficiente, cacciandolo in maniera infame dalla Rai. "Com'è che si chiama..? Biagi..Luttazzi...". Faceva anche finta di non ricordarsi il nome.

Ora invece i giornalisti, o scrivono compiacentemente al loro padrone(confindustria, Berlusconi, Angelucci, ecc), oppure vengono screditati, sbeffeggiati, e con l'arma della querela, qualcuno anche intimidito e azzittito. Se un giornalista come Paolo Mieli arriva a dire che non erano dovute le dimissioni di Delbono, allora significa che anche i giornalisti più importanti si sono fatti fregare da questo giochetto, e magari ci sguazzano pure nella poltiglia in cui sono stati ridotti. Infine se la Polverini, nonostante abbia ammesso la sua evasione, dichiara di querelare il Fatto Quotidiano, allora siamo proprio ad un'altro livello: non importa se la notizia sia vera o falsa, basta che non dia fastidio al potente di turo( o a chi si candida ad esserlo).

Lì, in quel momento, il 18 aprile 2002, probabilmente si è oltrepassato quel limite, B ha fatto irruzione in un campo che in democrazia è invalicabile: la libertà d'espressione. E la casa della democrazia per rimanere in piedi, non può subire simili attentati. Se non siamo d'accordo su questo, allora "facciamo due comunità diverse".



Vedi anche:



Il morto e i vivi
post pubblicato in Passaparola, il 11 gennaio 2010


Testo:

Buongiorno a tutti, qualcuno forse si aspetta che oggi parli della faccenda di Rosarno: no, non ne parlo, dico soltanto una cosa, non credo che ci sia bisogno di qualche spiegazione o di qualche retroscena, è  una vicenda che.. raramente in Italia se ne è vista una più chiara, più lampante, più già spiegata, più evidente nelle sue ragioni. Sono ragioni, naturalmente, che non appartengono né alla destra né alla sinistra, dipendono proprio da un fatto, secondo me, mentale e culturale di quel nuovo razzismo italiano con il quale non abbiamo mai voluto fare i conti e che, invece, trovate per le strade di Rosarno, trovate in certe parti del nord, del centro, del sud e che trovate anche ben raccontato nell’ultimo libro di Gianantonio Stella, “ Negri, froci etc.”, che vi consiglio.

Lo schiavismo era meglio
E è un fatto di rimozione, noi stiamo sentendo in televisione e leggendo sui giornali del nuovo schiavismo, ma non c’è nessun nuovo schiavismo, nel senso che lo schiavismo era qualcosa di nobile al confronto di quello che è successo a Rosarno e di quello che succede spesso dalle nostre parti, perché gli schiavi intanto avevano uno stipendio fisso e una dimora fissa, quando c’era lo schiavismo; questi prendono qualcosa quando viene e poi devono pure pagare il pizzo, inoltre chi li fa lavorare, oppure chi utilizza e beneficia del loro lavoro pretende che scompaiano nel momento in cui smettono di lavorare e ricompaiano nel momento in cui ricominciano a lavorare.

Grazie alla manifestazione "No a Via Craxi"
Vorrei invece dire che bisogna ringraziare quelle centinaia di persone che sabato hanno manifestato a Milano, in Cordusio, contro l’intitolazione di non si sa bene se un parco o una strada, o una piazza, o un vicolo, chissà che cosa, a Bettino Craxi, sfidando il diluvio. Intanto bisogna ringraziare Piero Ricca per aver promosso questa manifestazione, insieme a tutti gli altri che poi vi hanno partecipato.

L'oblio storico su Craxi
Appena ricevono un assist prendono la palla e la insaccano nella loro porta. Craxi, la riabilitazione di Craxi è prodromica all’operazione impunità. Nel sondaggio pro o contro la riabilitazione di Craxi mi ha molto colpito il fatto che, se non erro, un terzo delle persone intervistate o forse un quarto, una cifra enorme comunque, non si pronuncia, dicendo “ non so niente di Craxi”.

Craxi e All Iberian
Nella sentenza All Iberian, che è stata confermata in Cassazione, prescrizione del reato accertato in primo grado con la condanna e poi prescritto nei successivi gradi di giudizio, si legge - scrivono i giudici - che “ Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti, destinati alla raccolta delle somme versatigli a titolo di illecito finanziamento, quale deputato e segretario esponente del PSI. La gestione di tali conti non confluiva in quella amministrativa ordinaria del PSI, ma veniva trattata separatamente dall’imputato, ossia da Craxi, tramite i suoi fiduciari. Significativamente, Craxi non mise a disposizione del partito questi conti, quando vennero scoperti”.


continua
Giustizia a ricatto
post pubblicato in jimmypec, il 2 gennaio 2010




La prima notizia dell'anno è di quelle che ti mettono il buon umore. Se il buon giorno si vede dal mattino allora questo sarà proprio un anno di merda!

Al primo risveglio dell'anno, ieri mattina, ho appreso la notizia che al boss Giuseppe Graviano è stato revocato il 41-bis. Il boss passa dall'isolamento, ad essere un carcerato normale. Qualcuno avrebbe detto "giustizia ad orologeria". Questa volta però è al contrario. Di solito è Berlusconi che urla questa frase a squarciagola, naturalmente in maniera del tutto infondata. Questa volta invece nessuno parla di giustizia ad orologeria. Anzi potremmo definirla "giustizia a ricatto". Proviamo ad immaginare come potrebbero essere andate le cose.

Il boss graviano nei mesi scorsi fa sapere al pentito Gaspare Spatuzza che, se "chi di dovere" non avesse fatto qualcosa per loro allora loro avrebbero dovuto iniziare a parlare. Per convincere "chi di dovere" che avrebbero parlato, hanno mandato avanti il killer. Dopo il polverone alzato dalle dichiarazioni di Spatuzza, potremmo ipotizzare che ci sia stato una rassicurazione da parte di "chi di dovere", perchè poi il boss non ha parlato molto alla sua udienza durante il processo Dell'Utri. Ed ecco che arriva il regalino di Natale, un pò in ritardo a dir la verità, ma sempre in tempo per cominciare bene l'anno nuovo.

Ecco svelato un nuovo tipo di giustizia. Se le cose non vanno come previsto, il boss fa un ricattino, ed arriva l'annullamento del carcere duro. 
A questo punto mi vengono spontanee alcune domande: ma se con questo semplice ricattino il boss è riuscito addirittura ad uscire dall'isolamento riservato ai mafiosi, quante cose deve sapere? Forse è vero quello che dice Spatuzza? Forse avevano veramente stretto un accordo con Berlusconi e Dell'Utri per "mettersi il paese in mano"?

Molti dicono che le parole di Spatuzza non sono attendibili perchè è stato un assassino, ha sciolto un bimbo nell'acido, perchè riferisce solo parole che gli sono state dette ecc ecc.
Secondo me continuiamo a guardare il pelo nell'uovo e non ci accorgiamo della trave nel nostro occhio.

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permalink | inviato da jimmypec il 2/1/2010 alle 23:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
L'incubo D'Alemoni
post pubblicato in jimmypec, il 21 dicembre 2009




No, D'Alema no. Per favore non facciamo cazzate. Mi vengono i brividi a sentir parlare di nuovo di "bicamerale", "riforme condivise" tra Berlusconi e D'Alema. Dovremo pur imparare dai nostri errori, anche se non mi sembra che stiamo sulla buona strada.

Già è difficile far capire ai berlusconiani che il loro amato leader non è compatibile con la politica. Molto più difficile è far capire ai piddiini che D'Alema è peggio di Berlusconi. E' un'impresa talmente ardua che solo a pensarci mi scoraggio. Perchè se il "sistema Berlusconi" e il suo conflitto d'interessi universale è il male primario del nostro paese, lo dobbiamo proprio al caro Massimo D'Alema e ai suoi compari, che hanno permesso che questo sistema si instaurasse e durasse nel tempo.

Purtroppo, dopo l'attentato subito pochi giorni fa, sta passando l'idea che con Berlusconi si possa "dialogare" o fare queste fantomatiche "riforme condivise". L'unico dialogo e le uniche riforme che interessano a Berlusconi sono quelle che gli evitano i processi. Basta levarsi i chili di tette e culi che abbiamo davanti agli occhi e leggere un paio di libri per rendersi conto delle atrocità commesse da Berlusconi per evitare di essere condannato.

Allora cerchiamo di non far diventare realtà l'incubo dell'inciucione tra Pdl e Pd. E' un appello che rivolgo a tutti: piddiini, dipietristi, grillini, e chi più ne ha più ne metta. Teniamo alta la guardia perchè se li lasciamo fare tranquilli ci ritroveremo con la merda fino al collo!

Qualcuno dirà che adesso non è il momento migliore per far cadere un governo e andare alle urne, perchè questo è un momento di crisi molto delicato ed è meglio avere un governo forte che un vuoto di potere. Io invece mi chiedo, alla luce di tutto ciò che il governo ha fatto contro la crisi(cioè niente), se non sia più proficuo cambiare governo che averne uno che non fa praticamente niente se non gli interessi del proprio padrone-datore di lavoro.

Forse adesso il Pd non è pronto ad affrontare una campagna elettorale ed eventualmente a formare un governo. Forse è per questo che preferisce non presentarsi in parlamento quando si votano leggi con la fiducia. Forse è per questo che preferisce fare l'inciucione che combattere a viso aperto e senza frontiere il peggior governo della storia italiana. 
Forse è ora di mandarli tutti a casa. E qualcuno in galera!

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permalink | inviato da jimmypec il 21/12/2009 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il più amato dagli italiani
post pubblicato in Passaparola, il 14 dicembre 2009


 

Testo:
Buongiorno a tutti. Di cosa parliamo mi sembra ovvio, cerchiamo di vedere con freddezza, se è possibile, le cose che sono successe e di separare i vari piani, che invece vengono volutamente intrecciati e mescolati: perché vengono intrecciati e mescolati? Perché non si deve capire e non si deve sapere, non ci si deve concentrare, tanto per cambiare, su un punto: che cosa è successo ieri? Non è banale ripetere che ieri c’è stato un attentato che può anche essere derubricato in incidente, in incerto del mestiere, nel senso che le persone, più sono famose, più sono soggette alla possibilità di attirare l’attenzione deviata di qualche squilibrato e infatti quello che è successo ieri è che uno squilibrato ha colpito violentemente il Presidente del Consiglio Berlusconi.


continua
Il meglio della puntata:"Minchiate"
post pubblicato in Annozero, il 11 dicembre 2009


 

L'anteprima di Michele Santoro

 

 

La rubrica di Marco Travaglio

 

 

Le vignette di Vauro

 

 

Vedi anche:
 



continua
La poker-politica
post pubblicato in jimmypec, il 10 dicembre 2009




Ci siamo. Siamo all'ultima mano della partita probabilmente. Quando urlerà "All-in" Berlusconi? Dopo il flop? Dopo il turn? O dopo il river? Ancora non lo sappiamo. Una cosa è certa, l'ultima mano è iniziata e B. fa un rilancio clamoroso prima del flop. 

Facendo un rilancio del tipo:"L'Italia è in mano al partito dei giudici, la consulta è un organo politico." ecc, possiamo tranquillamente dire che in questa mano chiamerà l'all-in. Cosa voglia dire all-in in questo parallelo pokeristico è facile da capire. Dittatura. Svolta autoritaria. Stravolgimento degli equilibri costituzionali. Cose di questo genere.

Il problema è vedere se gli altri giocatori hanno abbastanza palle per stargli dietro. Se sanno capire il bluff di Berlusconi. Se sono sicuri di avere un punto che lo batte. 

Napolitano fa il Dealer, ma è già stato criticato per "sospetti errori nel dare le carte". Bertinotti è già stato eliminato insieme a Fini e Veltroni, anche se Fini da bordo-campo ogni tanto tira qualche scherzetto a B. Sono rimasti in gioco soltanto Bersani, Berlusconi, Bossi, Casini e Di Pietro.

Bersani ha un asso-kappa in mano ma folda immediatamente, quasi che nemmeno prende le carte in mano. Casini ha un asso-due, vorrebbe puntare all'improbabile scala, ma decide di non disturbare troppo e di tirare a campare. Bossi ha in mano una coppia di jack, e li usa per disturbare il giocatore Berlusconi, ma dopo il suo mega-rilancio, decide anch'egli di foldare. Antonio Di Pietro invece ha in mano una coppia di dieci e resiste imperterrito, vuole difendere la sua coppia consapevole del fatto che se B. non bluffa lui perderà di sicuro. Però, visto che è rimasto da solo a giocare contro di lui, vede il rilancio di B. e continua a giocare.

Se la politica fosse una partita di texas hold'em probabilmente sarebbe cosi. Chi vincerà? Berlusconi ha veramente il puntone in mano oppure si sta schiantando clamorosamente? A me sembre un cheap-leader in declino che dopo aver perso l'all-in del lodo Alfano, è diventato improvvisamente corto di cheaps e ora, disperato, forza la mano con un grosso rilancio per recuperare un pò di punti.

Di solito un giocatore come questo, innervosito, pieno di noie, affaccendato a non farsi vedere in difficoltà, finisce per perdere clamorosamente la partita, magari bluffando una mano e perdendo contro una coppia di dieci.
Magari...


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