.
Annunci online

Il corruttore anticorruzione
post pubblicato in Passaparola, il 17 maggio 2010


 

 

Testo:
Buongiorno a tutti, la lettura dei giornali in questi giorni è molto avvincente perché ci descrive Berlusconi in pigiama che si aggira per le stanze di Palazzo Grazioli, investigando sullo scandalo della protezione civile e interrogando, addirittura, protagonisti e comprimari, pare abbia convocato, Verdini, Bertolaso, Matteoli, Scajola, persino Bondi per sapere come sono andate le cose.

Lo scandalo delle case
Perché  si sta attivando su questa inchiesta mentre invece non si era attivato su altre inchieste, anzi aveva coperto, difeso i suoi fino a coprirsi di vergogna e di ridicolo a livello mondiale, evocando complotti di questo genere in ogni circostanza in cui ognuno dei suoi uomini, per non parlare naturalmente di lui stesso, era stato indagato o imputato o condannato?


Berlusconi non si autointerroga
Tra un signore che ha un processo per appropriazione indebita e evasione fiscale e falso in bilancio per centinaia e centinaia di miliardi di lire sfuggiti al fisco e ai bilanci e prelevati dalle casse della società e messi in tasca e Scajola è molto peggio il primo signore, il primo signore è il nostro Presidente del Consiglio.

L'anticorruzione di corruttori e corrotti
E’ stato depenalizzato il falso in bilancio, l’abbiamo detto di fatto, il falso in bilancio era un altro strumento per entrare nel mondo della corruzione, perché? Perché scopro che una società i bilanci falsi ai fondi neri, perché uno fa i fondi neri? 

La proposta del Fatto contro la corruzione
Nei prossimi giorni Il fatto quotidiano pubblicherà una proposta di legge anticorruzione seria, con quella barzelletta che sta presentando il governo che è  fumo negli occhi, perché non ci vogliono grandi geni per combattere la corruzione, bastano poche cose, pochissime cose, basta ripristinare il reato di falso in bilancio con pene severe, basta fare una legge che punisca l’autoriciclaggio oggi è punito tizio che ricicla i soldi di caio, ma se tizio ricicla i soldi suoi in nero non è punito, l’autoriciclaggio non è punito, siamo l’unico paese naturalmente! 

Sono 17 anni che fanno leggi a favore degli evasori, mafiosi e corrotti, quindi ho i miei dubbi che stavolta cambieranno registro, è anche vero che questa volta, Berlusconi in primis e tutti gli altri dietro, sentono il fiato sul collo di un’opinione pubblica sempre più indignata e quindi oltre alla mia solita raccomandazione di leggere Il fatto quotidiano e di passare parola, aggiungo questa, indignatevi e restatelo perché come vedete state preoccupando e spaventando il Presidente del Consiglio e quando lui è preoccupato e batte la testa contro il muro di Palazzo Grazioli, vuole dire che c’è ancora speranza, a lunedì prossimo!


continua
Fahrenehit Calderoli
post pubblicato in Passaparola, il 12 aprile 2010


Testo:
Buongiorno a tutti oggi volevo parlarvi di riforme, non di quelle che servirebbero all’Italia perché di quelle sappiamo praticamente tutto, basta guardarsi intorno per rendersi conto cosa ci servirebbe, ci servirebbero, l’ha ripetuto anche Michele Ainis recentemente a Annozero, leggi dure contro i conflitti di interessi, contro la gerontocrazia nella pubblica amministrazione per il ricambio delle classi dirigenti, servirebbero riforme per rilanciare la produzione verso quella gigantesca prateria che è la green economy, tutto il discorso che da anni sta facendo Beppe Grillo insieme ai suoi collaboratori e consulenti, quindi non sto qui a ammorbarvi perché ne sapete sicuramente più di me! E quello di cui si parla è l’ordine del giorno in tutte le democrazie dove ci siano dei politici, non dico giovani, almeno contemporanei e non fossili, volevo invece parlarvi delle riforme che si stanno discutendo nei palazzi della politica e che mobiliteranno l’attenzione della gente nei prossimi mesi perché c’è un tale surplus di parole, soprattutto anche di parole d’ordine che alla fine si rischia di non capire più di cosa stanno parlando.

Calderoli, il riformatore

La prima cosa che volevo sottolineare è che ancora una volta il king maker delle riforme all’italiana è uno strano soggettino che si chiama Roberto Calderoli, è stato lui l’altro giorno a essere ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato per illustrargli gli orientamenti del governo e della maggioranza, per consegnargli una bozza preliminare di lavoro sulla quale si sta lavorando, è andato su al Quirinale senza neanche avvertire Berlusconi, la Lega ormai si comporta da padrona anche in casa d’altri, anche in casa del centro-destra, approfittando del buon risultato elettorale che ha avuto.


La decomposizione dello Stato

Mi è  capitato, trafiletto, che trascrive una frase che disse Montanelli a Telemontecarlo pochissimi mesi prima di morire, il 7 aprile del 2001, lui disse, la devolution mi preoccupa molto, perché la decomposizione della Jugoslavia cominciò esattamente così: reclamata e imposta dai due grandi compari e Milosevic che distrusse l’unità del paese, per restare padroni in casa propria, la Juogoslavia si decompose, questo spiegava Montanelli, noi stiamo andando verso la decomposizione dello Stato che viene chiamato federalismo fiscale, cos’è?

Lo spreco federale

Sarà  un paese balcanico, dove ciascuno si farà i fatti suoi e dove ci sarà uno sfondamento incredibile della spesa pubblica, perché? Perché è sufficiente vedere le reazioni, l’anno scorso all’approvazione della legge sul federalismo fiscale.

Delirio Violante

Nella bozza Violante, Violante in teoria sarebbe uno del PD, invece di esserci scritto che bisogna togliere poteri al Capo del Governo che ne ha già  troppi e stabilire finalmente dei paletti e un reticolato di controlli terzi per evitare ancora gli abusi, conflitti di interessi, la decretazione d’urgenza, le fiducie messe su tutto, le leggi ad personam etc., cosa prevede?

Continuate a seguire Il Fatto quotidiano e passate parola!


continua
Il morto e i vivi
post pubblicato in Passaparola, il 11 gennaio 2010


Testo:

Buongiorno a tutti, qualcuno forse si aspetta che oggi parli della faccenda di Rosarno: no, non ne parlo, dico soltanto una cosa, non credo che ci sia bisogno di qualche spiegazione o di qualche retroscena, è  una vicenda che.. raramente in Italia se ne è vista una più chiara, più lampante, più già spiegata, più evidente nelle sue ragioni. Sono ragioni, naturalmente, che non appartengono né alla destra né alla sinistra, dipendono proprio da un fatto, secondo me, mentale e culturale di quel nuovo razzismo italiano con il quale non abbiamo mai voluto fare i conti e che, invece, trovate per le strade di Rosarno, trovate in certe parti del nord, del centro, del sud e che trovate anche ben raccontato nell’ultimo libro di Gianantonio Stella, “ Negri, froci etc.”, che vi consiglio.

Lo schiavismo era meglio
E è un fatto di rimozione, noi stiamo sentendo in televisione e leggendo sui giornali del nuovo schiavismo, ma non c’è nessun nuovo schiavismo, nel senso che lo schiavismo era qualcosa di nobile al confronto di quello che è successo a Rosarno e di quello che succede spesso dalle nostre parti, perché gli schiavi intanto avevano uno stipendio fisso e una dimora fissa, quando c’era lo schiavismo; questi prendono qualcosa quando viene e poi devono pure pagare il pizzo, inoltre chi li fa lavorare, oppure chi utilizza e beneficia del loro lavoro pretende che scompaiano nel momento in cui smettono di lavorare e ricompaiano nel momento in cui ricominciano a lavorare.

Grazie alla manifestazione "No a Via Craxi"
Vorrei invece dire che bisogna ringraziare quelle centinaia di persone che sabato hanno manifestato a Milano, in Cordusio, contro l’intitolazione di non si sa bene se un parco o una strada, o una piazza, o un vicolo, chissà che cosa, a Bettino Craxi, sfidando il diluvio. Intanto bisogna ringraziare Piero Ricca per aver promosso questa manifestazione, insieme a tutti gli altri che poi vi hanno partecipato.

L'oblio storico su Craxi
Appena ricevono un assist prendono la palla e la insaccano nella loro porta. Craxi, la riabilitazione di Craxi è prodromica all’operazione impunità. Nel sondaggio pro o contro la riabilitazione di Craxi mi ha molto colpito il fatto che, se non erro, un terzo delle persone intervistate o forse un quarto, una cifra enorme comunque, non si pronuncia, dicendo “ non so niente di Craxi”.

Craxi e All Iberian
Nella sentenza All Iberian, che è stata confermata in Cassazione, prescrizione del reato accertato in primo grado con la condanna e poi prescritto nei successivi gradi di giudizio, si legge - scrivono i giudici - che “ Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti, destinati alla raccolta delle somme versatigli a titolo di illecito finanziamento, quale deputato e segretario esponente del PSI. La gestione di tali conti non confluiva in quella amministrativa ordinaria del PSI, ma veniva trattata separatamente dall’imputato, ossia da Craxi, tramite i suoi fiduciari. Significativamente, Craxi non mise a disposizione del partito questi conti, quando vennero scoperti”.


continua
Il partito unico dell'amore
post pubblicato in Passaparola, il 4 gennaio 2010


Testo:
Buongiorno a tutti. Intanto: buon anno! Parlavamo lunedì scorso di inciuci e dell'uomo che da quindici anni si occupa di intrecciare inciuci con Silvio Berlusconi, ossia Massimo D'Alema con la sua ampia corte.

Non solo inciuci ad aziendam
Tra l'altro vi dicevo la settimana scorsa della figura di Gianni Letta, il quale è un po' il trait d'union, in ottimi rapporti non solo con Berlusconi, essendo un ex dirigente della Fininvest, ma anche con Massimo D'Alema, che l'ha sempre considerato un punto di riferimento irrinunciabile. A questo proposito vi segnalo che, proprio in questi giorni, è uscito un libro scritto da due giornalisti di Avvenire e pubblicato da Editori Riuniti, si chiamano Filippo Barone e Giusy Arena su Gianni Letta, dove si raccontano tutti gli scandali che hanno costellato la lunga vita giornalistica, aziendale e poi politica di Gianni Letta, così avrete un altro spaccato di quali sono i protagonisti dei vecchi inciuci e del nuovo inciucio che sta per arrivare e che speriamo si riesca a scongiurare.


La porcata
La porcata, come vi ripeto, viene dichiarata incostituzionale dalla consulta dopo che l'avevano approvata Camera e Senato quasi all'unanimità: politici di destra e politici di sinistra, nel 1997. La Corte Costituzionale la boccia nel 1998 e che cosa fanno destra e sinistra insieme nel 1999? Trasformano la legge che la Corte Costituzionale aveva appena dichiarato incostituzionale in legge costituzionale, con la maggioranza dei due terzi, con la doppia lettura Camera /Senato, Camera /Senato e così prendono una legge incostituzionale e la infilano nella Costituzione all'articolo 111, che viene ribattezzato “ giusto processo”. E' quel giusto processo che vi ho detto prima, il corruttore ha corrotto il politico, ma il politico non è stato corrotto dal corruttore, cioè c'è una tangente sicura, viene condannato chi l'ha pagata, ma chi l'ha presa no e questo lo chiamano il giusto processo. Questa porcheria viene fatta da destra e sinistra messe insieme, oggi c'è qualcuno che si indigna, giustamente, per il fatto che Berlusconi vuole infilare nella Costituzione il Lodo Alfano, che la Corte Costituzionale ha appena dichiarato incostituzionale. Ebbene, l'hanno già fatto destra e sinistra insieme nel 1999 e, dato che l'hanno fatto tutti insieme, nessuno ha detto mai niente.

Silenziare i pentiti
In quella legislatura 96 /2001, mentre D'Alema presiedeva la Bicamerale, Berlusconi pretende dal centrosinistra che passi qualsiasi cosa e il centrosinistra gliele dà tutte vinte: per esempio la legge sui pentiti, una legge che era stata chiesta espressamente da Riina nel papello, una legge che toglie quasi tutti i benefici ai mafiosi che collaborano con la giustizia e in più impone loro anche di parlare di tutta la loro carriera mafiosa nei primi sei mesi della collaborazione. Dopodichè, qualunque cosa dicano, non vale più. Immaginate uno che è stato mafioso per 50 anni, che ha commesso decine di delitti, come fa a ricordarsi in sei mesi tutto quello che ha fatto nella sua vita? A volte magari non dà neanche importanza a certe cose che assumeranno importanza successivamente, quando magari salta su qualcun altro a raccontare qualcosa, o quando magramente al giudice viene da chiedergli qualcosa: ecco, se loro non ne hanno già parlato nelle dichiarazioni introduttive nei primi sei mesi, quello che diranno dopo non sarà più valido. E a che cosa serve, a che cosa mira questa legge, se non a silenziare i pentiti?
Passate parola e buon anno!

 


continua
Più dell'inciucio potè D'Alema
post pubblicato in Passaparola, il 28 dicembre 2009


 

Testo:
Buongiorno a tutti, mi scuso, ma sono giù di voce e un po’ raffreddato. Credo che, per riuscire a capire quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere nell’anno prossimo, dobbiamo focalizzare alcuni personaggi e credo che lo faremo nelle prossime settimane.

Il re dell'inciucio
Uno di questi, protagonista dell’inciucio prossimo venturo, anzi in pieno corso con il Partito dell’Amore è Massimo D’Alema. Massimo D’Alema ormai non riesce più a nascondere neanche per trenta secondi quello che vuole fare, perché è arrivato a un tale livello di inciucismo che gli scappano gli inciuci anche senza volerlo e quindi l’altro giorno, quando una giornalista gli ha chiesto se siamo nuovamente in clima di inciucio, lui ha risposto “ beh, insomma, gli inciuci non sono mica sempre stati soltanto delle cose negative: per esempio, Togliatti ne fece di positivi, perché a volte gli inciuci servono”. 

Il primo inciucio: salviamo Rete 4 
Comincia subito, dicevo, con gli accordi sottobanco alla fine del 94: sopra il banco sfiducia il governo Berlusconi insieme a Bottiglione, allora leader del Partito Popolare e a Bossi, che rovescia il governo di cui faceva parte nel dicembre del 94. Alla vigilia di quell’appuntamento, ossia della caduta del primo governo Berlusconi il 22 dicembre 94, c’è una sentenza della Corte Costituzionale, la quale stabilisce un principio antitrust, correggendo la Legge Mammì, cioè la Corte Costituzionale stabilisce che la legge Mammì è incostituzionale laddove consente alla Fininvest di avere tre reti televisive, quindi impone che Fininvest scenda a due; a quel punto, subito dopo, cade il governo Berlusconi.

Secondo inciucio: al macero la sentenza della Suprema Corte 
“Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”. Passano pochi mesi e, all’inizio del 95, Berlusconi ha un altro terrore: ci sono i referendum sulle televisioni promossi dalle Acli, dal gruppo di Fiesole, un gruppo di giornalisti di sinistra, promosso da varie associazioni Arci: si tratta di vietare gli sport dentro ai film in televisione, danno enorme per chi campa sulla pubblicità televisiva e si tratta di portare il numero delle reti a una per ogni soggetto privato, ogni soggetto privato potrà avere una televisione, che è già il massimo concesso negli altri Paesi, ci sono dei Paesi come la Spagna in cui non si può possedere neanche la metà di una rete televisiva, bisogna mettersi in società con altri.

L'inciucio definitivo: la bicamerale e l'eleggibilità fuorilegge di Berlusconi
E allora Berlusconi teme fortemente l’aspetto giudiziario, ora che i giudici hanno le mani sulla sua finanza estera, dalla quale poi si scopre che partiranno non solo i soldi per Craxi, ma anche i soldi per pagare i giudici, per aggirare le leggi antitrust in Italia, in Spagna etc.. E allora che cosa decide? Quando è debole sul fronte giudiziario Berlusconi fa la faccia serena e amorevole e chiede aiuto: il suo modo di chiedere aiuto è offrire il dialogo, il centrosinistra, nel momento in cui dice “ dialoghiamo, non andiamo alle elezioni”, che cosa dovrebbe fare?


continua

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. passaparola marco travaglio travaglio

permalink | inviato da jimmypec il 28/12/2009 alle 20:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il più amato dagli italiani
post pubblicato in Passaparola, il 14 dicembre 2009


 

Testo:
Buongiorno a tutti. Di cosa parliamo mi sembra ovvio, cerchiamo di vedere con freddezza, se è possibile, le cose che sono successe e di separare i vari piani, che invece vengono volutamente intrecciati e mescolati: perché vengono intrecciati e mescolati? Perché non si deve capire e non si deve sapere, non ci si deve concentrare, tanto per cambiare, su un punto: che cosa è successo ieri? Non è banale ripetere che ieri c’è stato un attentato che può anche essere derubricato in incidente, in incerto del mestiere, nel senso che le persone, più sono famose, più sono soggette alla possibilità di attirare l’attenzione deviata di qualche squilibrato e infatti quello che è successo ieri è che uno squilibrato ha colpito violentemente il Presidente del Consiglio Berlusconi.


continua
Facciamoci quattro risate
post pubblicato in jimmypec, il 25 ottobre 2009


La prima volta che ho visto questo video mi sono scompisciato dal ridere. Ma soprattutto mi ha messo di buon umore..è salutare ironizzare anche sulle cose più serie secondo me. Anche se l'inno di Forza Italia non è affatto serio. Comunque per questa domenica di Ottobre inoltrato che segnerà il battesimo del nuovo segretario del Partito Democratico, vi propongo di fare quattro risate guardando Elio, Rocco Tanica, Marco Travaglio e Peter Gomez che cantano l'inno di Forza Italia. Così per tirarci un pò su il morale.


continua
Sfoglia aprile       
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv